di Giulia Zagami

da anni in città
brevemente di passaggio
la parola scritta mi sputa in faccia
che lei di passaggio per natura non è
(non sopporta il lamento confuso di sicaria maldestra
che non sa per chi lavora
che la stringe in mano come pistola
in attesa di consegna precisa)
da anni in città brevemente di passaggio
non vedo abbastanza i volti dei palazzi e della gente
non distinguo i nemici né gli amanti abbastanza
da poter mirare
da anni in città brevemente di passaggio solo al bar lungamente rimango
allargata espansa versata sul bancone
mischiata a ciò che bevo
solo dal bancone io macchia di sangue
di maldestri omicidi della mia pistola scrittrice
arrivo per rimanere
in tutte le città uguali che ugualmente ho attraversato
e liquida percorro
le loro differenze e asperità
ormai nascoste dalla luce del giorno

Giulia Zagami
Donna di mare che segue i fiumi
Pupa siciliana in cerca di fili
Mangia beve legge mangia beve legge
Quando è sazia scrive